ATTRAVERSAMENTI MULTIPLI: intervista agli organizzatori Alessandra Ferraro e Pako Graziani di Margine Operativo

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In vista dell’imminente apertura del festival crossdisciplinare Attraversamenti Multipli, abbiamo intervistato gli organizzatori Alessandra Ferraro e Pako Graziani, per farci raccontare cosa c’è dietro il progetto, e anche qualcosa in più.

Il concetto su cui si basa l’edizione di quest’anno è quello di “attraversare i confini”. Come è nato il soggetto grafico del poster? Quale significato si vuole comunicare? L’astronauta resta sul pianeta appena scoperto mentre la navicella spaziale riparte. Abbracciare mondi diversi dal nostro, significa abbandonare le proprie origini?

La parola d’ordine / slogan / tema  intorno a cui ruota questa edizione di Attraversamenti Multipli  è “sconfinamenti”. Dove lo SCONFINARE è un processo costituente di incontro e di confronto, grazie al quale le diversità si possano relativizzare e possano avere origine nuovi percorsi. Partendo da questo concetto di “sconfinare”, che presuppone anche l’esplorazione di nuovi territori, abbiamo deciso di lavorare su un’immagine guida del festival che riuscisse a “racchiudere” e raccontare questa tensione verso il superamento dei confini e l’esplorazione di nuovi territori. E da qui abbiamo deciso di lavorare su un’immagine “spaziale”, che giochi – attraverso un fotomontaggio – con vari elementi riconoscibili dell’iconografia del viaggio nello spazio, come l’astronauta, la navicella spaziale, i pianeti… e poi abbiamo innestato su questi fotomontaggi un cartello stradale “terreste” con su scritto “sconfinamenti”. Amiamo molto i fotomontaggi e il ricombinare immagini / immaginari preesistenti. È un modo anche un po’ pop di porre un tema complesso come quello del superare i confini. Per noi attraversare e incontrare mondi diversi significa ampliare i propri orizzonti e accumulare esperienze, e quando si esplora o si sconfina, ognuno può scegliere liberamente se abbandonare alle spalle il proprio passato, le proprie origini o se creare interazioni tra le culture e tra diversi mondi.

La parola d’ordine scelta: “sconfinamenti” e, come si legge nella presentazione del Festival, la teoria che vi è alla base secondo cui “noi esseri umani ci spostiamo da sempre: le migrazioni, il superare i confini, la libertà di movimento delle persone…”, nascono in tempi non sospetti o sono state ispirate dall’attuale periodo storico-politico che sta vivendo l’Italia?

Attraversamenti Multipli sin dall’inizio del suo percorso nel 2001, ha avuto tra i suoi focus il concetto di “attraversamento” tra linguaggi artistici (danza, teatro, performing art, video, musica) e tra eventi artistici e spazi urbani / location inusuali. Lo sconfinamento è nel Dna del festival. Allo stesso tempo noi siamo immersi nel nostro presente, e abbiamo sempre inteso il “fare arte”, il creare spettacoli e costruire un festival come qualcosa in forte interazione con la realtà che ci circonda. Il carattere di “attraversabilità” che sarebbe proprio dello spazio contemporaneo si dissolve 
di fronte alla proliferazione di frontiere fisiche e virtuali, di check point e di sistemi di sicurezza. Si scontra con i drammi di chi deve mettere il proprio corpo in gioco per cercare di superare un confine. I confini sono tutt’intorno a noi. Sono confini geografici, astratti e reali. Il sogno di uno spazio totalmente attraversabile, senza confini oggi è un’utopia. Ma pensiamo che l’arte abbia anche il compito di aprire varchi, delineare scenari futuri, superare frontiere, rafforzare le esperienze che cercano di costruire “porzioni di spazi attraversabili”, di generare  sconfinamenti e coltivare utopie, con lo sguardo rivolto all’orizzonte…

Il programma propone 20 compagnie artistiche. Quali sono i criteri di scelta con cui selezionate gli artisti? E quali, invece, quelli che vi portano ad escludere la possibilità di una collaborazione?

In ogni annualità Attraversamenti Multipli propone artisti della scena delle arti perfomative contemporanee. Spaziamo sempre dal teatro alla danza, dalla musica al site specific. La scelta  degli artisti avviene attraverso un percorso che possiamo definire “continuo” e che si sviluppa intrecciando diversi livelli / esperienze / incontri: frequentando  in modo costante la scena  delle arti sceniche contemporanea nazionale, prestando attenzione alle proposte che ci arrivano da parte degli artisti, attraverso un lavoro di scouting rivolto alle creatività emergenti e alle sperimentazioni in atto a livello nazionale e internazionale. Attraverso un processo lungo andiamo a definire per ogni annualità gli artisti da coinvolgere, seguendo e intrecciando diverse traiettorie di scelta, ma sempre con l’obiettivo di costruire un festival come un’opera d’arte multipla capace di interagire con gli spazi / comunità / spettatori con cui entra in relazione.  Scegliamo gli artisti da coinvolgere e  insieme agli  artisti definiamo lo spettacolo  o le performance da presentare, tenendo presente anche le location e gli spazi coinvolti  dal festival. Quest’anno ospitiamo 20 compagnie di artisti che intrecciano ed espandono i linguaggi delle arti sceniche contemporanee creando opere innovative che forzano i generi, superano i confini ed esplorano nuovi territori. Gli artisti coinvolti nell’edizione 2018 sono:

Ascanio Celestini,  Roberto Latini / Fortebraccio Teatro, Balletto Civile,  Mk , Collettivo Cinetico, Daniele Ninarello, C&C Company,  Valerio Sirna / Dom,  Giselda Ranieri/Aldes, Alessandro Carboni,  Collettivo D.A.B. – Dance Across Border, Salvo Lombardo / Chiasma,  Filippo Porro e Simone Zambelli, Francesco Capuano e Nicola Picardi,  Nanirossi, Boomerang Production,  Margine Operativo, Kento & Dj Fuzzten, Veeblefetzer.

A proposito di “accessibilità” e fusione di confini: avete mai lavorato, in questi anni, con gli artisti del Visual Vernacular, la tecnica poetica in Lingua dei Segni?

Ci fa molto piacere che tu ci faccia questa domanda, sia perché il tema dell’ “accessibilità”  alla cultura ci è molto caro  sia perché ci dai l’occasione di parlare di un prossimo step del festival. Abbiamo costruito il festival in tutte le edizioni in modo che  sia “accessibile” per tutti gli spettatori e capace di relazionarsi e interagire con diversi pubblici. Le forme di comunicazione non verbale sono sempre state presenti nel festival attraverso performance e spettacoli di danza e teatro fisico e performance visuali. E all’interno di questa traiettoria di dialogo / relazione con pubblici variegati per la prossima edizione di Attraversamenti Multipli abbiamo in cantiere di inserire performance in cui si utilizzi la LIS – Lingua dei Segni Italiana e di coinvolgere artisti del Visual Vernacular.

La domanda che pone questa edizione 2018 è: “quali confini vorresti superare?” Alessandra e Pako, voi quali confini non avete ancora superato ma vorreste farlo?

A tutti gli artisti coinvolti in questa edizione di Attraversamenti Multipli abbiamo posto due domande: “A cosa servono i confini” e “Quali confini vorresti superare?”. Le risposte, che sono molto interessanti e aprono degli squarci incredibili,  se ti / vi interessano le trovate in delle brevi clip video pubblicate sulla nostra pagina facebook –  https://www.facebook.com/attraversamentimultipli/-.  E sono le domande attorno alle quali è costruito il festival. Noi vorremmo  continuare ad avere sempre il desiderio di continuare a voler superare i confini.

Alessandra Ferraro e Pako Graziani / Margine Operativo

Lidia Cascavilla

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