#arenaestiva: “Il domani tra di noi”, un film di Hany Abu-Assad, la recensione

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Il domani tra di noi (The Mountain Between Us, Usa, 2017) di Hany Abu-Assad con Kate Winslet, Idris Elba, Dermot Mulroney, Beau Bridges

Sceneggiatura di Chris Weitz e J. Mills Goodloe, dal romanzo “Le parole tra di noi” di Charles Martin (ed. Corbaccio)

Drammatico, 1h 54′, 20th Century Fox Italia, in uscita il 23 novembre 2017

Voto: 5 su 10

Non è ben chiaro cosa abbia spinto l’apprezzato regista palestinese Hany Abu-Assad, autore di un film tragico e dolente come Paradise Now, a cimentarsi con questa imponente produzione hollywoodiana che, a partire da un romanzo dello scrittore americano Charles Martin, trascina due divi come Kate Winslet e Idris Elba – e con loro un meraviglioso labrador retriver – tra le nevi delle montagne dello Utah. Fin qui non ci sarebbe nulla di male, la storia del cinema è costellata di grandi attori dispersi nel bel mezzo del nulla e in lotta per la sopravvivenza; ciò che lascia perplessi de Il domani tra di noi è l’impronta in stile Harmony dell’intera vicenda, assolutamente mai credibile e sempre pronta a imboccare le vie più plateali per uscire da ogni impaccio.

il-domani-tra-di-noiLa Winslet è una fotoreporter che deve raggiungere Denver per il suo matrimonio, Elba un neurochirurgo di grido in rientro nella stessa città, ma quell’unico volo è stato cancellato, causa maltempo. Uniti gli animi, i due sconosciuti noleggiano un piccolo velivolo sperando di poter raggiungere la propri destinazione in tempo, sfidando la tempesta. A mettercisi di mezzo, però, è un ictus che colpisce il pilota (il povero Beau Bridges) proprio durante la traversata delle montagne rocciose innevate. L’aereo si schianta, lei si rompe una gamba, lui “solo” due costole. Ha inizio per loro un’avventura per sfuggire alla morte, nel corso della quale troveranno anche modo e tempo per innamorarsi.

“In montagna sarò tua” diceva Betty Grable a John Payne, ma quella era una storia di ben altro sapore. Il domani tra di noi parte obbedendo al tracciato canonico del survival movie in stile Alive – Sopravvissuti, sottoponendolo però a massicce iniezioni di romanticismo tra le nevi. Risultato: una carlinga sderenata si trasforma in un salotto dove fare conversazione e consumare carne di puma arrosto con la più totale nonchalance, un cottage abbandonato si presta prima a ricovero per gli ammalati dove improvvisare flebo con l’antiveleno per serpenti e poi a nido d’amore per consumare un unico, travolgente momento di passione. La scalata dei protagonisti verso la civiltà sarà dura e perigliosa, ma non si avverte mai una reale sensazione di pericolo e, più che disperati, i due sembrano impegnati in una scampagnata fuori programma.

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La sceneggiatura del solitamente più avveduto Chris Weitz (About a Boy, Rogue One) non conosce verosimiglianza e si schianta in dialoghi da brivido lungo la schiena, che neanche due attori di buon nome riescono a rendere convincenti. Abu-Assad, da par suo, cerca di trattenere i toni tronfi e di limitare l’atmosfera cheap che, inevitabilmente, prende il sopravvento su tutto. Ne viene fuori un feel good movie zoppicante, un film mainstream pur ben confezionato e di una certa presa spettacolare, ma alla fine ci interessa solo che a salvarsi sia il cane, che durante tutta l’impresa non mostra il benché minimo cedimento.

Sui titoli di coda, Zyan Malik e Sia cantano la hit “I’ll be with you from dusk till dawn“, il che la dice lunga su quali fossero le reali intenzioni dei produttori: a fronte di un budget di oltre 35 milioni di dollari, Il domani tra di noi ne ha incassati solo 20 in patria; in Italia ha avuto una permanenza lampo sugli schermi. Ai posteri la poco ardua sentenza.

Giuseppe D’Errico

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