“Animali fantastici e dove trovarli”, un film di David Yates, la recensione

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Animali fantastici e dove trovarli (Fantastic beasts and where to find them, Usa, 2016) di David Yates con Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Ezra Miller, Samantha Morton, Jon Voight, Carmen Ejogo, Colin Farrell, Ron Perlman, Johnny Depp

Sceneggiatura di J.K. Rowling, dall’omonimo romanzo di J.K. Rowling (ed. Salani)

Fantasy, 2h 12’, Warner Bros Pictures, in uscita il 17 novembre 2016

Voto: 6½ su 10

Sono passati ormai 15 anni dall’uscita, nelle sale americane, del primo capitolo di una saga – letteraria prima ancora che cinematografica – che si sarebbe imposta negli anni a seguire come un reale fenomeno all’interno della cultura popolare di massa: “Harry Potter e la Pietra Filosofale” (2001) fu infatti il capostipite di un franchise miliardario (7 libri e 8 film) che avrebbe costruito un intero, nuovo universo di riferimento per tanti appassionati del genere fantasy, nonché gran parte della fortuna economica recente della Warner Bros Pictures.

52789La major americana, restia ad abbandonare la proverbiale “gallina dalle uova d’oro”, ha ora affidato nientemeno che a J.K. Rowling, la mente creativa che ha inventato l’universo magico che ruota attorno alla scuola di Hogwarts, la sceneggiatura di questo Animali fantastici e dove trovarli, per la regia di David Yates, già alla direzione degli ultimi 4 capitoli cinematografici del mondo di Harry Potter.

Il film è stavolta ambientato nella New York del 1926, una collocazione geograficamente diversa e con una data storica antecedente rispetto a quanto visto in precedenza, a sottolineare l’apertura di un capitolo differente, pur nel medesimo contesto finzionale ideato dalla scrittrice britannica.

Rinunciando a raccontare ulteriori gesta dei personaggi resi celebri da Radcliffe, Watson e Grint, si seguono ora le avventure del magizoologo Newt Scamander (il premio Oscar Eddie Redmayne) giunto nella capitale del Nord America con una valigia magica all’interno della quale sono imprigionati gli animali magici che danno il titolo alla pellicola. La fuga accidentale di alcune di queste creature fatate – e la loro successiva ricerca – ci permetterà di entrare a contatto con il mondo magico americano, dove conosceremo il MACUSA, ovvero il Magico Congresso degli Stati Uniti d’America, i suoi alti rappresentati magici, nonché uno sparuto gruppo di personaggi appartenenti ai Secondi Salemiani, un’organizzazione radicale che sogna la distruzione della comunità magica, la quale, per non alterare un già precario status-quo, vive la propria esistenza nascondendosi agli occhi degli umani, in terra statunitense chiamati non più “babbani” ma “No-Mag”.

Piccole differenze di superficie che servono all’autrice per aprire nuovi scenari narrativi, pur continuando a ragionare su quelle che sembrano essere alcune delle tematiche portanti della produzione romanzesca della Rowling, ossia la valorizzazione della diversità e l’incoraggiamento dell’individualità vista come una risorsa per emergere dalla massa; le creature nascoste nella valigia del protagonista debbono infatti uscire dal luogo nel quale sono racchiuse per potersi mostrare in tutta la loro meraviglia, contrapponendosi metaforicamente ad uno degli antagonisti della vicenda, un’entità maligna generata dalla repressione e dalla non accettazione della propria unicità.

Gli animali fantastici sono, in questo senso, il punto migliore ma anche il limite più grande del film: visivamente meravigliosi (richiamano alla mente alcune delle più belle creature in CGI viste nell’Avatar di Cameron), “rubano” la scena ai protagonisti in carne ed ossa, che (almeno per ora) dimostrano scarso spessore narrativo: se la Tina Goldstein interpretata da Katherine Waterston è inspiegabilmente scialba –  specie se accostata al personaggio della di lei sorella, Queenie, una (fin troppo?) solare Alison Sudol – il Jacob Kowalski di Dan Fogler è a costante rischio di macchiettismo, mentre il lodevole impegno di Redmayne nel ritrarre lo stralunato Scamander (si presta addirittura ad una sequenza nella quale balla una ridicola danza d’amore con una delle creature magiche)  per ora non basta a consentire al suo personaggio di imporsi come uno dei più riusciti all’interno dell’universo immaginifico creato dalla Rowling.

La pellicola rimane comunque un fantasy pienamente godibile, che verrà probabilmente molto apprezzato da tutti gli appassionati della vecchia saga di Harry Potter, (il film concede loro diversi rimandi a vicende note e un colpo di scena finale molto gradevole) non mancando di attrarre al contempo una nuova schiera di appassionati del genere, che avranno modo di perdersi nel nuovo mondo magico che andrà a raccontarsi in questo e nei prossimi 4 film già messi in cantiere dalla Warner Bros.

Marco Moraschinelli

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