“An evening with Roy Assaf”: breve incontro con la stella della danza israeliana, la recensione

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AN EVENING WITH ROY ASSAF

“Six years later”

Coreografia: Roy Assaf
con Roy Assaf e Madison Hoke
Soundtrack e costumi: Roy Assaf
Musiche originali: Deefly
Disegno luci: Dani Fishof
Spettacolo realizzato in collaborazione con
European Dance Alliance/Valentina Marini-Management
con il Contributo dell’Ambasciata d’Israele – Ufficio Cultura

“The Hill”

di Roy Assaf
con Roy Assaf, Igal Furman, Avshalom Latuch
Scelte musicali: Roy Assaf
Costumi: Roy Assaf
Musiche originali: Shlomi Biton
Disegno luci: Dani Fishof, Omer Sheizaf
Direttore delle prove: Malanie Berson
Consulenza artistica: Ronit Ziv
Spettacolo realizzato in collaborazione con
European Dance Alliance/ Valentina Marini-Management
con il Contributo dell’Ambasciata d’Israele – Ufficio Cultura

Al Teatro Vascello sabato 12 e domenica 13 novembre

Voto: 6½ su 10

E’ la prima volta che il pubblico romano ha la possibilità di incontrare le creazioni coreutiche del giovane Roy Assaf, uno dei pochi coreografi ospiti per la Basheva Dance Company, che sul palco del teatro Vascello in Roma mette in scena lo spettacolo “An evening with Roy Assaf”, composto dal pezzo “Six years later”, e dal balletto “The Hill”.

Ad aprire l’esibizione è lo stesso Assaf, accompagnato da Madison Hoke, in un passo a due di malinconica bellezza. Sulle note delle musiche originali composte da Deefly e accarezzati dal disegno luci di Dani Fishof, i due ballerini saggiano il palcoscenico alla ricerca di una reciprocità che sembra, da subito, irrealizzabile: sincronie spezzate, continui cambi di genere musicale e brevi accenni di assolo, a raccontare le inquietudini di una coppia nella quale la costante ricerca del corpo altrui è appagamento tanto effimero quanto insoddisfacente. Di particolare efficacia emotiva, in questa danza, la reiterazione dei movimenti sincroni che, cessando all’improvviso, lasciano uno degli elementi della coppia a elemosinare il ricordo dell’attimo trascorso, commovente ricerca di un tocco perduto che ha ormai cessato di offrirsi all’altro. La composta timidezza della Hoke è il valore aggiunto in questo duetto breve, intimo e appassionato.

copia-di-sixyearslater_1-2-copiaPer la creazione intitolata “The Hill” si trovano a muoversi sulla ribalta Igal Furman, Avshalom Latuch e lo stesso Assaf, sulle melodie originali composte da Shlomi Biton che mette la propria partitura musicale a servizio di un movimento coreografico dalle anime profondamente diverse: ora giocando sui toni di una cameratesca, mascolina spensieratezza, nei passaggi di una contact dance vitale e scanzonata, ora contrapponendo i danzatori in movimenti reiteratamente circolari a raccontare vane rivalità dalle quali non usciranno vinti o vincitori di sorta.

Si esce da questa rappresentazione, durata poco meno di un’ora, con una sensazione di non pieno appagamento, certamente in attesa di ulteriori occasioni d’incontro con uno dei coreografi definito tra i più importanti della nuova generazione israeliana.

Marco Moraschinelli

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