“Amori elementari”, dall’infanzia all’adolescenza grazie allo sport

amori_elementari_andrey_cernyshov_e_bonny_mappilamattel

Amori elementari (Italia/Russia, 2013) di Sergio Basso, con Cristiana Capotondi, Andrey Chernyshov, Camilla Filippi, Edoardo Pesce, Olga Pogodina, Rachele Cremona, Andrea Pittorino

Sceneggiatura di Sergio Basso, Marianna Cappi, Marina Polla de Luca

Commedia, 1h 38′, Academy Two, in uscita il 20 febbraio 2014

Voto: 6 su 10

Proprio quando il cinema italiano si fa apprezzare di più grazie alla qualità di giovani autori esordienti (si pensi al miracolo Pif con La mafia uccide solo d’estate, o all’odierno successo di Smetto quando voglio di Sydney Sibilia), Sergio Basso decide di dedicare la sua opera prima, questo Amori Elementari, al delicato universo dei primi amori e dei legami d’amicizia di un gruppo di ragazzini non ancora adolescenti, accomunati dalla stessa passione agonistica: hockey e pattinaggio artistico.

Amori-elementari-cover-locandinaGli intrecci del cuore coinvolgono Katerina e Aleksej, direttamente dalla Russia e inseparabili, e Matilde e Tobia, innamorati dai banchi di scuola. L’arrivo dell’affascinante Agata porterà scompiglio nel gruppo, a cui si aggiunge Ajit, di origini bengalesi, che ha un amico immaginario e una cotta per Matilde. Approfittando dell’invito di una polisportiva gemellata di Mosca, i bimbi si recano tutti insieme in Russia, dove i problemi si accumuleranno a dismisura. Per fortuna ci sono gli allenatori Sara (Capotondi) e Ivan (Chernyshov) a tenerli a bada.

Il valore aggiunto del film è, paradossalmente, anche il suo elemento di disturbo: l’intero lungometraggio, come ha ammesso lo stesso regista, è girato secondo la prospettiva di un bambino di 10 anni, . Lo scopo era, infatti, quello di (ri)provare gli umori e i languori di quell’età seguendo proprio lo sguardo dei piccoli protagonisti. Una scelta coraggiosa, pensando anche all’inesperienza dei giovani interpreti, ma a conti fatti poco efficace in un ottica prettamente estetica.

Il limite è presto superato in una gara dei sentimenti che prevede temi e situazioni per niente semplici e forse non abbastanza noti. I luoghi comuni dei film per ragazzi non si fanno attendere: adozione, bullismo, diversità, senso di inadeguatezza, timidezza, solitudine e anche i pericoli della rete. Occorrono delle guide esperte per arrivare incolumi all’adolescenza partendo dall’infanzia: lo sport è l’arma salvifica.

Angela di Giacomantonio

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>