“Alla stessa ora il prossimo anno”, Columbro e De Laurentiis per un classico di Slade

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Tiesseteatro srl presenta
ALLA STESSA ORA IL PROSSIMO ANNO
di Bernard Slade
traduzione e adattamento Nino Marino
con Marco Columbro e Gaia De Laurentiis
regia Giovanni De Feudis
scene Andrea Bianchi
costumi Antonella Balsamo
disegno luci Stefano Meschini
produttore esecutivo Tiziana D’Anella
amministratrice Michela Di Rubbo
direttore di scena Gaetano Verde

dal 28 aprile al 10 maggio al Teatro Sala Umberto di Roma

Voto: 6 su 10

Bernard Slade è uno dei drammaturghi più influenti e apprezzati della scena canadese del secolo scorso, tra i creatori di uno dei serial televisivi più amati al mondo come Vita da strega, e autore di alcune perle per il teatro come Amore in soffitta, Tribute – Serata d’onore per un amico (un cavallo di battaglia di Jack Lemmon) e Romantic Comedy. Alla stessa ora il prossimo anno è il suo testo più celebre e rappresentato: si parla di uno stazionamento lungo ben quattro anni a Broadway nel 1975, una nomination per il Tony Award, la vittoria al Drama Desk Award e la traduzione in oltre 40 lingue.locandina-1 Slade curò anche la sceneggiatura (candidata all’Oscar) del film di Robert Mulligan Lo stesso giorno, il prossimo anno del 1978, una trasposizione che vedeva come protagonisti Ellen Burstyn e Alan Alda. La pièce arriva in quell’anno anche sui nostri palcoscenici, grazie a Garinei e Giovannini, che troveranno in Enrico Maria Salerno e Giovanna Ralli i loro giusti interpreti.

La commedia racconta, in un arco di tempo lungo quasi tre decadi, la relazione adulterina di George e Doris, entrambi benpensanti, già sposati e con figli ma incapaci di resistere all’attrazione reciproca quando si incontrano, lontani da casa, in una bisteccheria. Nella stessa camera d’albergo che ha suggellato la loro passione si rincontreranno lo stesso giorno di ogni anno a seguire, di volta in volta cambiati, probabilmente innamorati ma sempre ancorati a un antico senso di colpa.

Senza voler svelare troppo di una trama che racchiude splendide sfumature, sia nel rapporto tra i due personaggi che nei confronti dei capovolgimenti storici che inevitabilmente ne influenzano le vite, diciamo che quest’allestimento firmato da Giovanni De Feudis non ne sfrutta a pieno tutte le potenzialità, limitandosi a battere il chiodo della comicità più genuina, affidata a un mattatore sicuro come Marco Columbro. Ma c’è tutta una vena agrodolce e malinconica nelle intenzioni di Slade, legata all’età e alle rispettive responsabilità dei protagonisti, che resta inespressa, soffocata dal gioco di rincorse ironiche che, seppur garantendo il sorriso dello spettatore, impoveriscono lo spessore umano del racconto. Rimane un’occasione di divertimento sincero, affidato alle robuste spalle di Columbro e all’eleganza mista a goffaggine di un’adorabile Gaia De Laurentiis, che in qualche occasione ci ha ricordato la classe di Julie Andrews.

Giuseppe D’Errico

 

 

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