“Alex Cross – La memoria del killer”…e la certezza del pubblico: fuggire!

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Alex Cross – La memoria del killer (Alex Cross, Usa, 2012) di Rob Cohen, con Tyler Perry, Matthew Fox, Edward Burns, Carmen Ejogo, Cicely Tyson, Jean Reno, Rachel Nichols, John C. McGinley, Giancarlo Esposito

Sceneggiatura di Marc Moss e Kerry Williamson, dal romanzo “La memoria del killer” di James Patterson (ed. Longanesi)

Thriller, 1h 42’, 01 Distribution, in uscita il 18 luglio 2013

Voto: 2 su 10

Tenetevi forte per il thriller più inutile e brutto dell’anno. Ultima battuta cinematografica per il personaggio creato da James Patterson e già interpretato da Morgan Freeman nei precedenti Il collezionista e Nella morsa del ragno, il profiler della polizia di Washington Alex Cross è, in questo prequel, ancora detective a Detroit, con il volto paffuto di Tyler Perry, vera e propria star in patria, autentico nessuno nel resto del mondo.

alex-cross-la-memoria-del-killer-trailer-italiano-immagini-e-locandine-3Il solito pazzo maniaco omicida seriale (Fox), semina il terrore nel mondo dell’alta aristocrazia. Dopo una bella collezionista d’arte, rinvenuta mutilata e uccisa, la prossima vittima sembra identificarsi in Giles Mercier (Reno), potentissimo proprietario di una multinazionale. Mentre Cross indaga, con l’aiuto di due colleghi che non disdegnano i benefici del letto (Burns e Nichols), il killer ne approfitta per uccidergli la moglie incinta (Ejogo). Da quel momento, giustizia e vendetta si confondono e Alex mette da parte anche l’etica professionale pur di arrivare alla cattura dell’assassino.

Non c’è appiglio che tenga: trattasi di pura spazzatura. Dai dialoghi da reality alla parapsicologia spiccia che porta il protagonista a sapere sempre tutto in qualunque circostanza, passando per una confezione sciattissima e una regia comatosa, il film rappresenta tutto il peggio del cinema americano di genere, pensato e realizzato tenendo fede all’idea di un pubblico da trattare come un perfetto idiota.

Un thriller completamente bollito e senza alcuna ragione d’essere, la suspense straordinaria assente e una progressione narrativa da latte alle ginocchia fanno rimpiangere alcune recenti produzioni televisive, dirette e soprattutto scritte a ben altri livelli.

Il povero Matthew Fox rimpiangerà Lost a vita e qui, dimagritissimo e nervoso, è l’unico elemento salvabile di un film assolutamente ridicolo, figlio del più gretto conservatorismo reaganiano.

Tra tante spaventose apparizioni di vecchie glorie in bolletta (dalla Tyson all’imbolsito Reno), il premio all’attore meno credibile va proprio a Tyler Perry, sguardo da ebete e stazza da campione di sagra dell’hamburger, davvero risibile come alta mente scientifica, men che meno come giustiziere della notte per il bene della famiglia.

Disertare le sale e il solo consiglio possibile.

Giuseppe D’Errico

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