“A behanding in Spokane” di Martin McDonagh, uno spettacolo di Carlo Sciaccaluga, la recensione

10 A BEHANDING IN SPOKANE Denis Fontanari, Alice Arcuri, Andreapietro Anselmi, Maurizio Bousso2 ph. Bianca Pirisino

A BEHANDING IN SPOKANE
di Martin McDonagh

traduzione Carlo Sciaccaluga
con Andreapietro Anselmi, Alice Arcuri, Maurizio Bousso, Denis Fontanari
scenografie e luci Federica Rigon
regia Carlo Sciaccaluga
produzione ariaTeatro

Nell’ambito della rassegna “TREND – Nuove frontiere della scena britannica – XVII edizione”
festival a cura di Rodolfo di Giammarco

In scena al Teatro Belli dal 26 al 28 novembre 2018

Voto: 6 ½ su 10

C’è un sicario con una mano mozzata e una coppia di spacciatori che, maldestramente, tentano di ingannarlo; c’è lo stralunato concierge dell’albergo nel quale l’azione si svolge che, continuamente, interrompe le dinamiche narrative di questa triade di personaggi per scombinare il corso degli eventi e rimescolare destini che sembrano essere sempre avviati verso una tragica sorte. Si aggiunge al tutto una presenza che mai si palesa sul palco – l’anziana madre del killer Carmichael – che pur si impone, attraverso il solo racconto che gli altri ne fanno, come una presenza vivida e disturbante non meno dei suoi improbabili compagni di disavventura.

La forza di questa drammaturgia che si deve a Martin McDonagh – noto ai più per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri – è a tutti gli effetti nel suo forte potere evocativo, nella non comune capacità di creare atmosfere ed evocare contesti più ampi a partire da situazioni estreme, ben oltre i limiti dell’assurdo.

Una mano mozzata a Spokane (questa la traduzione italiana della black comedy ospitata sul palco del teatro Belli, nell’ambito della rassegna “Trend – Nuove frontiere della scena britannica”) è una messa in scena esagitata e spiazzante, un divertente assurdo che la regia di Carlo Sciaccaluga affida a quattro interpreti volenterosi ma acerbi, che aderiscono ai propri ruoli con esuberante solerzia, senza tuttavia offrire caratterizzazioni che possano far uscire i loro personaggi dagli archetipi base sui quali sono modellati: l’assassino ossessionato da una missione impossibile, i due tossici combina guai che tentano in ogni modo di salvarsi la pelle, l’immaturo giullare stralunato.

A behanding in Spokane ha la forza di uno shortino buttato giù in un sorso solo: brucia forte ma scompare in fretta, senza lasciare traccia alcuna.

Marco Moraschinelli

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