“300 – L’alba di un impero”, una carneficina da videogame

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300 – L’alba di un impero (300 – Rise of an Empire, Usa, 2014) di Noam Murro, con Sullivan Stapleton, Eva Green, Lena Headey, Rodrigo Santoro, Jack O’Connell, Hans Matheson, Steven Cree, Andrew Tiernan, Yigal Naor, Callan Mulvey, Andrew Pleavin, Ben Turner, Igal Naor

Sceneggiatura di Zack Snyder e Kurt Johnstad, dalla graphic novel “Xerxes” di Frank Miller

Azione, 1h 43′, Warner Bros. Pictures Italia, in uscita il 6 marzo 2014

Voto: 4½ su 10

Portatevi un impermeabile! Giacché il sangue in 3D zampilla a profusione in questa specie di sequel del famigerato 300 di Zack Snyder (2007), un grosso grasso successo di pubblico che, piaccia o no, ha modificato drasticamente l’estetica del fumetto trasportato sul grande schermo cinematografico. Dal momento che il prode Leonida, alla fine del film, periva alle Termopili con tutto il suo facinoroso esercito, vittima dell’ascia crudele di Serse, re di Persia dal look hard-fetish, questo secondo capitolo affida la sua narrazione alla battaglia che, in contemporanea, la città di Atene conduceva contro la flotta persiana.

140x200_2_300In particolare, il lutto da vendicare è quello del re persiano Dario (Naor), trafitto al cuore dal generale ellenico Temistocle (Stapleton), nel bel mezzo della Battaglia di Maratona. Il figlio Serse (Santoro), su consiglio della temibile condottiera Artemisia (Green) – persiana di sangue greco, mossa da atroci soprusi d’infanzia – attraversa il deserto e rinasce alla divinità glabra e dorata che ben abbiamo avuto modo di conoscere. Per poter fronteggiare la furia della marina navale di Persia, Temistocle dovrà allearsi con la nemica Sparta, nella persona di Gorgo (Headey), vedova del compianto Leonida. Ma dovrà vedersela con la perversa Artemisia, pronta a tutto pur di avere la sua rivincita.

Già di culto la sequenza della seduzione nella stiva tra la spettacolosa Eva Green e l’imbranato Sullivan Stapleton, un coitus interruptus tra i più esilaranti e furiosi che si siano mai visti al cinema. L’erotismo latente che lega i due avversari non è nulla in confronto alle sofferenze di stampo melò tra il buon Temistocle e il suo più che fraterno amico Eschilo (Matheson). Nel solco del film precedente, infatti, l’immaginario gay è esibito con subdolo orgoglio a suon di costumini e muscoli guizzanti, a un passo dai Village People.

Il resto è la solita carneficina in una selvaggia estetica digitale, imbottito di facce ringhiose, arti mozzati in slow motion, urla e battute sfiancanti (“Vogliamo morire in piedi e non vivere in ginocchio”!), in un paesaggio atmosferico plumbeo come una notte atomica sul baratro del mondo. Tedioso o divertentissimo a seconda dei gusti, ma lungi dal voler raccontare un pezzo di storia classica: è solo un videogame splatteroso e assai buzzurro che attende il prossimo livello (e il prossimo film) per vedere crepare Serse in un lago di sangue.

Giuseppe D’Errico

One Response to “300 – L’alba di un impero”, una carneficina da videogame

  1. Boooo scrive:

    hahahahahaah look hard fetish 😉

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